Oggi 11 Novembre… Lo sapevate che…
Martina e Martino
Deriva dal latino Martinus e significa “dedicato a Marte”. Martina festeggia l’onomastico il 30 gennaio in ricordo di Santa Martina vergine e martire di Roma che in altre località viene festeggiata il 1° gennaio. Martino invece festeggia l’onomastico l’ 11 novembre in memoria di San Martino nato in Pannonia e morto nel 397.
Il Santo è patrono di Belluno, della fanteria, degli albergatori, dei fabbricanti di botti, dei mendicanti, dei militari, degli osti, dei poveri, dei mariti traditi e degli ubriachi.
Far San Martino
(Gazzetta del Po n.12 del 24 Marzo 2007) C’è un modo di dire, nella cultura padana, un’espressione che ormai si pronuncia senza troppo farci caso quando ci si deve trasferire: “Stò facendo San Martino.”.Ma da dove nasce questa abitudine? San Martino è una festività nata per sostituire i festeggiamenti di una celebrazione più antica, della durata di dieci giorni, Samain. Il mattino dell’11 Novembre il padrone chiamava a se i suoi salariati e tirava le somme dell’anno agrario, ricompensandoli per il lavoro svolto. I lavoratori allora, raccoglievano le loro poche cose su un carretto e, seguiti dalla famiglia, si spostavano verso un’altra cascina. Il giorno della festa di San Martino indica sì, la fine dell’anno agrario, ma indica anche l’inizio di un nuovo anno lavorativo, per questo veniva festeggiato mangiando castagne e bevendo vino novello. Il modo di dire “fare San Martino” deriva dall’abitudine del santo in questione, che, una volta giunto in Italia a seguito della sua vocazione, si spostava di cascina in cascina per tutto il tempo dell’anno, chiedendo ai contadini ospitalità.
Durante i primi giorni di Novembre, inoltre, si verifica una curiosa caratteristica metereologica: torna il bel tempo e la temperatura si alza, quasi fosse tornata l’estate. Questo fenomeno è noto come “L’estate di San Martino”. La tradizione lega questo tepore ad un episodio della gioventù del santo, quando Martino non aveva ancora ricevuto la sua vocazione e, all’età di quindici anni, si arruolò nella Guardia Imperiale Romana. Durante una perlustrazione, nei pressi della città di Amiens, incontrò un mendicante. Martino aveva già dato tutto ciò che aveva ad altri mendicanti, così, per non lasciar morire di freddo il poveruomo divise a metà con la propria spada il mantello e ne donò una parte al povero. Durante la notte, il giovane sognò Gesù Cristo che, sorridente e riconoscente, se ne stava avvolto nella metà del suo mantello. Da allora in poi, nel periodo in cui accadde la vicenda il tempo diviene mite.
Ma questa storia è la sovrapposizione con una tradizione di origine celtica, ben più antica, in cui si venerava un dio vestito di un corto mantello, che vinceva gl’inferi e trionfava sulla morte. Un mito proveniente dalla Pannonia, terra celtica e patria natale di San Martino.
“Luoghi vicini, luoghi lontani….”
Santarcangelo di Romagna….(relativamente vicino)
“San Martino”
In fatto di fiere e di sagre sono poche le regioni che possono competere con la Romagna. Ce ne sono per tutti gli appetiti e le fantasie: tradizionali e improvvisate, calendariali e occasionali, tematiche e stagionali, rusticane e opulente, ma tutte, comunque, all’insegna del richiamo mangereccio e della promessa alimentare..[..] Una delle realtà sotto questo aspetto più significative è Santarcangelo di Romagna, una cittadina dell’entroterra riminese la cui principale fiera, che ricorre l’11 novembre – San Martino – rappresenta ancora oggi uno dei più attesi, rinomati e ambiti appuntamenti di massa fondati sulla kermesse festiva e il richiamo gastronomico [..]. (Da L’Orgia e la Beffa, “La tradizione di San Martino in Romagna” di Paola Sobrero)
“ed in Germania……(relativamente lontana)”
“San Martino”
Oggi, 11 novembre, si festeggia San Martino anche in Germania. Una grande festa organizzata soprattutto per i bambini. Ovunque si svolgono delle processioni di lanterne, spesso fatte all’asilo dai bambini che preparano anche le canzoncine tipiche che si cantano durante la processione.
Gli adulti preparano prelibatezze di ogni tipo e per la gran festa non può mancare l’oca, farcita di castagne e mele che viene portata in tavola con tanto di fuoco d’artificio e poi servita con canederli di pane e patate e crauti rossi a volontà. Il tutto condito con una salsa molto appetitosa…..
Beh… il tutto “provare per credere”!
Curiosità a cura di Venerdì