“Il Comm. Amedeo Sovera”

Un Amarcord…………….di Giorgio Rocchi

Il 27 settembre 2008 ci ha lasciati il Commendator Amedeo Sovera  per tutti “Pupo”.

Sono onorato di ricordare  “Pupo Sovera”. Non a caso i quotidiani locali e nazionali hanno parlato per giorni della sua scomparsa e quando  i media si soffermano su un’avvenimento vuol dire che nella società, quell’avvenimento, ha destato impressione, interesse o profondo cordoglio.

Ogni  aspetto della sua vita è stato trattato e ricordato e posso affermare che tanto rispetto  fa di lui un inaspettato  condottiero.

Molti personaggi  che sono vissuti a Cervia  hanno lasciato un segno del loro operato (intellettuale, materiale, politico, professionale) e su diversi  livelli sono  ricordati, commemorati o fanno parlare di sé; Pupo sicuramente verrà ricordato per la sua grande intraprendenza nel settore  del turismo e dell’ospitalità.

Pupo Sovera è stato e rimarrà un Grande Inventore del Turismo e un  correttissimo  imprenditore. La sua fama è cominciata naturalmente con l’incarico ricevuto  dal Padre il Comm. Ettore Sovera, che ormai soddisfatto di quanto esercitato nell’hotellerie, decise un bel giorno,  di cedere il passo  ai figli. Ma lui stravedeva per Pupo, che aveva mandato all’estero  a farsi le ossa al mitico Savoy  di Londra, in Francia, in Svizzera, a San Remo dove un altro prestigioso albergo era diretto dalla Famiglia Sovera, e fece di tutto per farlo debuttare nel modo più corretto possibile.

 Pupo non lo deluse, e quando suo Padre venne a mancare,  si buttò a capofitto nell’impresa e ben presto i successi  fecero capolino. Per anni il Mare e Pineta restò ai vertici dell’hotellerie a Milano Marittima e sulla  riviera romagnola.  

Amarcord…… io avevo 10 anni e come molti adolescenti, per non pesare troppo sull’organizzazione familiare, andavo a fare il raccattapalle nei  campi da tennis che già allora, numerosi, erano stati costruiti. In quegli anni l’unico modo per entrare  a lavorare in un albergo,  se eri minorenne, era passare dai tennis. Fare un po’ di gavetta nei campi  in  terra rossa  e poi trasferirsi in altri reparti più interessanti. Per me accadde proprio così. Due anni con il mitico Maestro di tennis Giovanni  Scaunich e il suo fidato palleggiatore Roberto Castellani ( per tutti “Mascella”) e poi, il Commendatore,  mi vestì come una bertuccia con corpetto e cappellino a cilindro,  e mi fece fare il “liftier” alla Reception   con il Portiere per antonomasia il sig. Merigi.

 

Quello che più mi colpiva, a quei tempi, era l’organizzazione del Mare e  Pineta e operando in quel reparto intuì immediatamente di che pasta era fatto “Pupo”;

“Era appena ventenne ma aveva già capito che “l’ospite era sacro” e guai  a chi non si spaccava in quattro per rendergli il soggiorno  piacevole.”

Amarcord……. I giovedì sera sulla terrazza del Mare Pineta. Orchestra dal vivo, luci soffuse sotto il pergolato di rampicanti sempreverdi, una cena consumata ad altissimi livelli, vini prestigiosi con tante bollicine  e  bellissime donne  facevano da corollario a quella straordinaria atmosfera vacanziera. 

Amarcord……. Il fantastico colpo d’occhio che si presentava agli ospiti quando da quella bellissima terrazza  volevano raggiungere il mare. Sull’estrema destra erano collocati i tre campi da tennis in terra rossa; di fronte due ali di tappeto erboso con qualche aiuola di fioritissime  rose e alcune macchie mediterranee; sulla destra al termine del giardino la “dependance” dell’hotel con diverse soluzioni di alloggio; appena attraversato il giardino e il Viale due Giugno si entrava in un’area sportiva composta dal maneggio per competizioni ad ostacoli e sulla sinistra   uno dei primi  mini golf di Milano Marittima. Al centro, un viale che portava allo stabilimento balneare completamente ombreggiato da un tunnel di sempreverdi rampicanti,  gelosamente custoditi dai giardinieri dell’hotel. Una volta raggiunta la spiaggia gli ospiti si trovavano di fronte gli  ombrelloni con sdraio e poltroncine collocati in un’unica fila per farli sentire tutti allo stesso livello (in prima fila).

Amarcord…… che questo voleva il “Commendatore” e  “Pupo” volle continuare le scelte strategiche dettate dal Padre. Col passare degli anni però il maneggio divenne piccolo e il mini golf superfluo e così Pupo, nel 1974, inventò e creò il “Centro ippico le Siepi” ora giudicato una delle strutture all’avanguardia a livello mondiale. Alle Siepi Pupo dedicò,  fino agli ultimi momenti di attività, tutto sé stesso. A dargli manforte, un bel giorno, giunse, al suo fianco, Lalla Novo, una nota amazzone  che lo affiancò sia nella  famiglia, sia  nella gestione del Centro Ippico.  Intanto, sull’area lasciata libera dal maneggio e dal mini golf, Pupo  trasferì  i campi da tennis dell’hotel, aggiungendone altri sette  e ricavandone un centro che, sia allora  che ai giorni nostri,   viene utilizzato per fantastiche manifestazioni. (torneo dei tennisti Veterani, il torneo dei calciatori ecc.). Una meravigliosa piscina prese il posto dei tre campi da tennis e ancora oggi risulta essere una delle più accoglienti di Milano Marittima.

Amarcord…. che per le scelte fatte  Pupo venne a volte anche criticato, ma lui amava talmente  i cavalli che, per potenziare ulteriormente le Siepi, cedette l’Hotel ad una cordata di imprenditori i quali , affidandosi all’esperienza del bravissimo Antonio Batani,  continuarono l’opera di ospitalità  coniata dalla Famiglia Sovera.

Amarcord…… inoltre che alle  Siepi Pupo volle creare uno spazio da dedicare al tennis dove lui  e il fratello Giovanni amavano trascorrere qualche ora in compagnia degli amici  (Cicetto e Amedeo  Sgarbi, Jan Penso, Roberto , io stesso  e altri dei quali ora mi sfugge il nome), che al tennis non sapevano  rinunciare  neanche nelle fredde giornate invernali  E proprio  uno dei  tanti  capannoni era teatro di dure battaglie a colpi di racchettoni.  Sfogavamo sì  la forte rivalità ma tutto si concludeva sempre in una spensierata e gradevole bicchierata. 

Grazie Pupo  per quello che hai fatto anche per noi e giustamente, come ha affermato Terenzio  Medri, attuale Presidente degli Albergatori Ascom  di Cervia,  “noi Albergatori/Direttori  siamo tutti  figli dei Sovera”, per questo rimarrai sempre nei nostri cuori.

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