“Gino Pilandri”

Amarcord . . . Gino Erminio Pilandri           di Giorgio Rocchi

Tutti lo ricordano come il Sindaco per antonomasia. Un’illustre giornalista del nostro territorio lo ha definito un “cervese a tempo pieno” e “il Sindaco dei primati”. Chi gli è stato vicino in politica e nel settore della Pubblica Amministrazione, ha ereditato grandi insegnamenti; mentre coloro che si occupano di Storia, Arte, Cultura lo ringraziano per i preziosi contributi che ha lasciato e trasmesso. In un suo “DIARIO” sono custoditi i segreti dell’essere marito, padre, uomo politico, ricercatore, storico, ma sopratutto “cervese”
 
Prima di accingermi a scrivere questo  Amarcord, ho passato in rassegna  lo splendido libro edito dall’Associazione  culturale “ AMICI  DELL’ARTE – ALDO ASCIONE “ di Cervia,  curato dal generosissimo Renato Lombardi,  intitolato “Gino Pilandri  Testimone del suo tempo” – “Cervia nella memoria del passato” e devo ammettere che Gino ha lasciato un tangibile segno di rispetto fra le persone che lo hanno conosciuto. Di Gino Pilandri si è già scritto  molto e pertanto verrebbe spontaneo dire , non c’è altro da  scrivere.  Ma non è così.  Qualcosa di Gino  c’è sempre da “ricordare”, perché Gino non è stato un cervese qualunque, Gino è stato il cervese che tutti noi avremmo voluto essere.  Non a caso nel 2001 gli venne conferita la TARGA D’ORO  di  “CERVESE EMERITO”.

Luigi Nanni  lo ricorda nella prefazione del libro dicendo: “Mi sento orgoglioso di avere collaborato con lui, di aver condiviso la Sua grande umanità d’innamorato del Suo paese e di essere un Suo successore alla Presidenza degli Amici dell’Arte”.

Anche Massimo Medri ha avuto parole di grande affetto per Gino nel discorso di commemorazione in occasione dei funerali  il 20 gennaio 2003: “Nei confronti di molte persone che si sono distinte in campo politico, nel settore amministrativo, nelle arti e nella cultura si nutrono sentimenti di stima, di rispetto, di ammirazione di riconoscenza, ma poche volte di amore. A Gino noi tutti “volevamo bene e Gino voleva bene a tutti noi”

Il Sindaco  Roberto Zoffoli  così lo definisce nell’introduzione del libro: “Uomo di splendida intelligenza, di vasta cultura e con una sensibilità comunicativa affascinante, alto, elegante, signorile di aspetto e nei modi di fare, vero e proprio personaggio capace di capire l’animo umano e di accostarsi a qualsiasi ceto sociale”. Renato Lombardi  afferma:  “Gino Pilandri ha dato un contributo determinante per scoprire e valorizzare l’identità e la memoria storica di Cervia. Un patrimonio di studi, di ricerche, di saggi e di articoli per comprendere l’evoluzione storica di Cervia. Lo ringrazio di vero cuore per la disponibilità personale, per la sua collaborazione culturale imperniata sul metodo rigoroso di ricerca, la capacità di esplorare archivi locali e nazionali, di acquisire documentazione, dati informazioni con una verifica costante delle fonti che non ci ha mai fatto mancare nell’arco di alcuni decenni.  Grande capacità di padroneggiare materie complesse, un metodo di lavoro, un rigore che appaiono evidenti nella raccolta dei suoi appunti, nelle sue schede di ricerca sempre ordinate, meticolose, documentate.  Uber Dondini infine lo apostrofa: “un cervese a tempo pieno”  ricordando che la vita pubblica di Gino  è contrassegnata da una serie di primati: è stato il primo sindaco eletto dopo la liberazione; è stato il più giovane degli amministratori ravennati chiamati a reggere le sorti di una comunità impegnata a risollevarsi dalle rovine della guerra ed è stato il cervese più a lungo impegnato nelle amministrazioni locali. E ancora Dondini continua , “ci deve pur essere una ragione se, per riconoscimento anche dei suoi successori, è stato il sindaco cervese più autenticamente popolare.  Una risposta c’è e và ricercata nel difficile equilibrio che è riuscito a realizzare fra fermezza e tolleranza, nella sua capacità di ascolto, nella sua disponibilità al dialogo,  nel suo fortissimo senso dell’amicizia, nella sensazione diffusa che dietro ogni sua  scelta, sia impossibile non riconoscergli  il beneficio della buona fede.

Questo è il Gino Pilandri che tutti conoscono, ma esiste anche un altro Gino che pochi hanno avuto l’onore e il piacere di conoscere. Io sono fra questi pochi fortunati   in quanto, ancora giovanissimo, con i miei genitori abitavo a M.M. a ridosso della bellissima villa dove la Famiglia Pilandri  viveva.

Amarcord…… il nucleo familiare era dei più classici Gino, Ludovica  e i due figli Alberto e Paola.

I genitori di Gino appartenevano alle storiche famiglie di salinari e di questo  ne andava molto fiero,avendo anche qualche volta aiutato i genitori nei lavori salinari. Ma lui (da grande uomo qual’era) amava anche alla follia gli suoceri,  la Bina e Augusto appartenenti all’altra grande stirpe delle famiglie cervesi i pescatori/marinai. (Gusto, così lo chiamavano colleghi e conoscenti,  possedeva una barca a vela con la quale portava in mare comitive di tedeschi e vacanzieri, deliziandoli con famosi  stornelli italiani, tanto da meritarsi il sopranome di “Piccolo Caruso”)

Un’altra cosa che non tutti sanno è che Gino era un grande amante della musica e dell’arte. (molto probabilmente le grandi doti di musicista/cantante  trasmesse ad Alberto provengono da questa sua passione per la tromba e l’armonica che spesso suonava fra le mura di casa, (o quando veniva chiamato dalla banda cittadina alla quale apparteneva). La passione per l’arte arriva invece dall’impegno profuso negli anni 40/50, quando assieme ad alcuni compagni dell’epoca,  si dedicava alla regia di spettacoli organizzati nel salone delle feste della sezione del P.C.I. (Proprio in una di queste rappresentazioni Gino conobbe Ludovica,per l’occasione giovane attrice ). Inoltre  la vena artistica(di pittrice) che Paola si è ritrovata,  proviene certamente dal seme paterno.

Un’altra passione di Gino(poco conosciuta) era quella delle moto. Non potendo permettersene una di proprietà, ricorreva ad prestito di quelle di amici e conoscenti (Olindo Boselli e Mario ne possedevano una molto bella) e spesso Gino la utilizzava per portare a spasso la bellissima fidanzata Ludovica, che nel 1950 diventerà sua moglie.

Amarcord…… che io e mia sorella Carla trascorrevamo molte più ore a casa di Gino che a casa nostra. La loro era una famiglia modello dove la pace la serenità, la cortesia,  il rispetto, regnavano sovrani e molti dei valori che in quegli anni venivano trasmessi  a noi  giovani sono certamente da accreditare a questa straordinaria famiglia. Molta della serietà e dell’umiltà acquisita mi è stata trasmessa dai miei genitori, ma le basi , certamente provengono da quel contesto famigliare.

Poi un giorno Amarcord …….. Gino venne chiamato dal Consiglio Comunale a ricoprire la  carica di Sindaco ed iniziò per lui un importantissimo viaggio all’interno della vita amministrativa e politica. Per più di 30 anni, dal 1948 ( di cui 13 come Sindaco) Gino esprime tutta la sua forza trascinatrice e contribuisce alla crescita di  Cervia  nei settori economici, politici, culturali, sociali ed artistici.  Sono  innumerevoli gli obiettivi da lui  proposti e raggiunti ( chi lo desidera può trovare menzioni nel libro sopra citato).  Ogni politico/amministratore cervese deve qualcosa a Gino  perché lui,  sempre, insegnava con il suo quotidiano fare,  come si doveva amministrare una cittadina “difficile”come  Cervia, che  anche grazie a lui è diventata una delle perle italiane nel settore turistico/ricettivo. 

Amarcord …….. la tabaccheria in pieno centro a M.M. gestita da Gino e famiglia. Per anni, assieme agli altri negozianti,  è stato  il punto di riferimento per molti cittadini. A quei tempi non sempre ci si ritrovava al bar per parlare di sport, di politica, di turismo,  o di come affrontare e risolvere un problema di M.M. e Gino,  con la sua grande lungimiranza politica,  faceva da moderatore nei capannelli che si formavano nel suo sali-tabacchi, o nel “salottino” allestito sul marciapiede dove sedevano personaggi di grande spessore quali : l’Ammiraglio Aliprandi – Mario Spallicci – Angelo Biancini (l’artista che eseguì la scultura di Grazia Deledda).  Gino piaceva alla gente perché sapeva ascoltare tutti e dopo aver ascoltato  esprimeva in modo semplice, pacato, comprensibile, corretto, ciò che riteneva giusto proporre e fare. 

Amarcord …… che a cavallo degli anni ’80  la carriera politica e amministrativa di Gino cessò ma questa scadenza non interruppe il ruolo  di “cervese a tempo pieno” come lo definì Uber Dondini, anzi da quel momento Gino intensificò le sue ricerche storiche, dette validi contributi alla vita associativa cervese e fu il protagonista del recupero dell’iniziativa “Premio Cervia”  che lo vide a fianco di Ungaretti in tante manifestazioni svolte nella bellissima Piazza Garibaldi.

Amarcord …. che Gino fu anche il co-promotore, assieme a Carlo Saporetti,  Aldo Ascione, Umberto Foschi e ad un’altra trentina di  cervesi,   della creazione degli “Amici dell’Arte” una società che lo ha avuto a lungo ai propri vertici. Ma anche la storica “Casa delle Aie” deve a lui la sua salvaguardia e la successiva sede degli Amici dell’Arte. Gino ci ha lasciati il 17 gennaio 2003 ma di lui rimane  una interminabile bibliografia di Cervia, dove racconta la Storia, le Saline, le Persone, i Beni così come mai nessuno lo ha proposto.

Grazie Gino per quello che tu hai fatto anche per noi. Ci manchi moltissimo. 

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