“Simone Bianchetti”
Un amarcord………. di Giorgio Rocchi
Sono molto felice di ricordare Simone Bianchetti e al tempo stesso onorato di averlo conosciuto e avuto come concittadino. Per ricordare Simone ed evitare grossolani errori di date e nomi, sono ricorso all’aiuto di colui che più di ogni altro è stato vicino a Simone, suo fratello Jacopo.
Jacopo svolge la sua attività di medico odontoiatrico in uno studio sul porto canale di Cervia ed è quì che mi ha fornito, notizie, documenti e suggestioni sul fratello navigatore.
Simone nasce a Cervia il 20/2/1968. Il Padre Pilade originario di Viterbo (funzionario di polizia) e la Madre Maria, cervese, ebbero fin dai primi momenti la conferma che il loro secondo genito avrebbe dedicato la sua vita al mare e alle barche, perchè già a due anni ammise che voleva fare il marinaio ( forse perchè il nonno amava portarlo con sè sul lago di Bolsena su una barca a vela di sua proprietà).
Fu così che, terminati gli studi superiori all’Istituto Navale di Cesenatico ( che raggiungeva spesso via mare, in barca, e non con i tradizionali mezzi utilizzati dai suoi coetanei), si iscrisse all’Istituto Giorgio Cini ubicato sull’Isola di San Giorgio a Venezia, dal quale ne uscì “Capitano di lungo Corso”.
Al termine degli studi, assolse il servizio militare in marina e due anni dopo, ispirato dal suo grande idolo JOSUA SLOKUM (nato anch’egli il 20 febbraio) che teneva ritrato in una foto sul suo comodino, si candidò per fare il suo primo giro del mondo in solitario.
La prima barca di Simone, “Penelope”, fu uno scafo in legno degli anni ‘30 che si trova tuttora ormeggiato nel porto di Cervia, di proprietà attualmente, di un conoscente della famiglia.
Ricordo, continua Jacopo nel suo racconto, che a soli 16 anni Simone, trovatosi “per caso” a Trieste in occasione della famosa regata “Barcolana” venne ingaggiato da Cino Ricci, per trasferire la sua barca da Trieste a Cervia via mare, (cosa che lui fece da solo) e Cino Ricci se la ritrovò ormeggiata nel bacino cervese in perfetto stato. Così come ricordo la prima regata italiana di Simone , che portava le barche dall’Adriatico al Mediterraneo fino alle coste francesi. Ed è proprio ai francesi che Simone deve le sue prime sponsorizzazioni e fornitura di barche per iniziare quella che diventerà la sua professione “navigare dall’Europa alle Americhe in solitario”.
Amarcord……. il suo primo giro del mondo da Cervia a Charleston nel Sud Carolina, con sponsorizzazioni da parrocchia, Simone intraprese quell’avventura con mezzi sottovalutati tanto da rompere la barca all’altezza dell’Oceano Indiano, costringendolo al ritiro. Ci furono in seguito altre traversate atlantiche che servirono per acquisire ulteriore esperienza, per “approdare” finalmente, al 1° giro del mondo senza scalo con la barca sponsorizzata da “Aquerelle” che Simone reputò la più significativa fra tutte quelle sostenute.
Amarcord…. l’esperienza vissuta con “Tiscali” la barca con la quale percorse il giro del mondo in 4 tappe. Quest’ultimo fu anche il giro più particolare, in quanto fra una tappa e l’altra, Simone volò a Cervia in compagnia della sua ragazza e, attorniato da pochi intimi, la sposò in un noto locale di Milano Marittima, proseguendo subito dopo con la tappa e aggiudicandosi il 2° posto a Newport.
Amarcord…. che in quegli anni Simone fondò anche un club di fans e sostenitori che chiamò “Condor Club”. Ma non fu il suo unico modo di comunicare con gli altri e agli altri, Simone amava scrivere le sue avventure e fu proprio il fratello Jacopo, dopo la sua scomparsa, a ritrovare in un container a Savona, pagine scritte che lui amò chiamare “Il Dizionario del Navigatore”. Ogni pagina era contraddistinta da una lettera dell’alfabeto dalla “A” alla “Z”, ma non fu il solo manoscritto di Simone il Dizionario, infatti, egli dedicò all’oceano (suo Amico e Nemico)un libro intitolato “I Colori dell’Oceano”.
Amarcord… che noi comuni mortali ci facefamo delle domande, quando parlavamo di Simone e delle sue avventure; le più ricorrenti erano: “ma cosa fa un navigatore solitario in mezzo all’oceano?”- “cosa mangia un navigatore solitario per tanti mesi?”-”come si sente un essere umano quando naviga in solitario?”- Bene cosa faceva e come si sentiva, ve lo lascio immaginare o vi inviatiamo a scoprirlo leggendo i suoi libri sopra menzionati, cosa mangiava possiamo dire che utilizzava prevalentemente prodotti liofilizzati, ma da buon romagnolo quale era, per festeggiare il passaggio di Capo Horn, si sgranocchiò un buon prosciutto di Parma, del gustoso Parmigiano Reggian0, il tutto accompagnato da una buona bottiglia di Champagne per no mancare di rispetto agli amici francesi.
Amarcord …. che Simone ci lasciò inaspettatamente il 28/06/2003 a Savona. Lo piansero i familiari, gli amici del Condor Club, il popolo velico di tutto il mondo. Vorrei tanto che i cervesi “si ricordassero di Simone e lo ricordassero” perchè lui era fiero di essere cervese, anche se la passione lo teneva spesso lontano dalla sua città natale e dai suoi amici.
“Spirit of Simone” sarà la barca che solcherà i mari che Simone prediligeva, voluta dal fratello Jacopo per ricordare questo straordinario navigatore. Invece per chi ama “navigare”, stando seduti alla scrivania, consultate il sito www.mummm30.it e scoprirete cose interessantissime.