“Piero Focaccia”

Un amarcord………. di Giorgio Rocchi

piero_focaccia.jpgRicordare  il Piero Focaccia degli anni 50/60 per mè è molto semplice, in quanto con Piero (mio coetaneo) ho condiviso banco di scuola, (comprese le punizioni in ginocchio dietro la lavagna) giochi da adolescenti, canzoni cantate  nel patronato scolastico, conquiste sulla spiaggia dove lui faceva il bagnino e tutte le simpatiche biricchinate che a quei tempi ci riempivano le giornate.

Piero Focaccia nasce a Cervia il 5/2/1944, il babbo Tommaso (det Masì) e la mamma Maria,  quando capirono che il figlio, all’interesse dello studio, preferiva la spensieratezza, non cercarono certo di imbrigliarlo e lo fecero liberamente scalpitare, prima sulla spiaggia di Milano Marittima, facendogli fare il bagnino e in seguito sui palcoscenici delle balere e dei locali In.. della Regione   (costituì anche  un complesso e con loro si esibì nei  migliori night d’Italia, fino ad arrivare a palcoscenici più importanti  come il  “Disco per l’estate”, vinto con grande successo  e a quello più prestigioso del Festival di San Remo,  che lo consacrò il “ Fellini” canoro del vitellonismo da spiaggia.

Piero Focaccia e Adiano CelentanoAmarcord… che Piero amava ascoltare alla radio tutto ciò che era musica, ma soprattutto il Jazz, e trasportare la briosità di quei ritmi nell’imitazione di Celentano che gli riusciva molto bene.

Amarcord… la sua prima canzone di successo “Quel Pappagallo”  gli fu scritta praticamente sulla pelle, poiché parlava della sua vita vissuta. In seguito nel 1964 Piero registra “Stessa spiaggia stesso mare” che è rimasta negli anni la canzone-simbolo di Focaccia.

Amarcord…. il 1965 fu l’anno del Festival di San Remo per Piero, con la canzone “L’inverno cosa fai” e con il gruppo di ragazzi di Cervia,  vestiti da bagnini, che lo accompagnarono per tutta la manifestazione, fecero talmente scalpore che il New York Times gli dedicò la prima pagina del prestigioso giornale, oscurando quasi la morte di Alan Ladd avvenuta in quel giorno.

Amarcord…. che Piero sull’onda del successo ottenuto fece altre famose interpretazioni giungendo fino al cinema. (doveva anche interpretare “l’Armata Brancaleone”, ma essendo militare non potè partecipare).  Poi dopo tanti successi e notorietà arrivò un periodo triste per Piero. Infatti in seguito ad un grave incidente in auto, finita nel canale di Cesenatico, con a bordo alcuni amici (due dei quali persero tragicamente la vita), la sua carriera parve interrompersi.

Fortunatamente Piero ritrovò la serenità che gli venne a mancare, sposando Carla Croatti, una bella e giovane parrucchiera di Cervia, che lo stimolò a riprendere il suo lavoro e  la canzone “Permette signora” segnò il ritorno alle luci della ribalta e arricchì  inoltre  il suo repertorio con canzoni quali ”Santo Antonio Santo Francesco” – “Valentintango” – “Suono la fisarmonica” – “Buona sera signorina” – “Il sabato a ballare”.-

Amarcord… che a coronare quella ripresa ci furono alcune partecipazioni a trasmissioni televisive quali il “Maurizio Costanzo Show” - “Buona Domenica” e in compagnia di Dino e Toni Dallara ci riproposero i revival dei motivi a  noi tanto cari. Anche la RAI concesse qualche momento di gloria a Piero  nella trasmissione “Domenica In” e “diciamocelo” (come ama affermare Fiorello) questo imprevedibile personaggio, cervese, non finisce mai di stupirci.

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