“I Piazarul”
Un amarcord………. di Giorgio Rocchi
Tutti gli operatori commerciali, a partire dagli anni 1938/40, che utilizzavano la Piazzetta Pisacane, per svolgere la loro attività, venivano definiti “I Piazarul”. Si trattava di fruttivendoli, verdurai, ambulanti di dolciumi, cocomerai, ecc…. Io non ero ancora nato nel 1938 e allora per non sbagliarmi ho chiesto l’aiuto di alcuni amici, primo fra tutti Werter Ridolfi det “Gagin” (una sorta di enciclopedia umana nel ricordare nomi, sopranomi e personaggi dell’epoca). Il mio ringraziamento va anche a Eros Marzelli, un prezioso collezionista di foto, documenti, che gentilmente ha recuperato la foto che mostra la panoramica dei frequentatori della “bassetta” (così era anche chiamata l’attuale piazzetta delle erbe).Amarcord…… che dall’appartamento che occupavo con i miei genitori, (mio padre era usciere comunale e aveva anche l’incarico di custode del palazzo comunale, pertanto usufruiva dell’abitazione nello stabile), mi affacciavo alla finestra che dava sulla piazzetta, vedevo quelle caratteristiche tende sopra le bancarelle, udivo quel vociare che solo nei mercatini si può ascoltare, assistevo alle litigate pittoresche dei piazarul accompagnate da qualche colorita parolaccia, ammiravo l’ombra dei maestosi platani che creavano un’atmosfera quasi da favola, mi godevo il via vai dei turisti d’estate e dei cervesi in inverno.
Amarcord …….. che la piazzetta era suddivisa in due aree; in quella di destra guardando il mare, c’erano le bancarelle fisse della Luisa Mantellini, che vendeva i “cuciarul”, la “carobla”, i “luven”, i “mandaren”, ecc… e la Laura ad“Battipaia” che vendeva gli stessi prodotti della Luisa. Poi un giorno la Luisa non si vedeva più in piazzetta perchè si trasferì a custodire i “Gabinetti di Decenza” situati sotto il teatro comunale all’angolo del viale della Stazione con via Circonvallazione. In seguito detto spazio divenne la bottega da calzolaio di Silvano. Più avanti sempre sul lato destro della piazzetta amarcord…. c’era il banco di Giovanni Semprini det “Zvanin”, che vendeva, oltre alla frutta e la verdura, anche qualche dolce fatto da sua moglie. (Zvanin divenne un personaggio perchè “us tucheva sempra la ma…….a”). Poco più avanti c’era il banco di Augusto Piraccini det”Basagnon“, che vendeva sempre la frutta e la verdura, così come Chiara Montalti detta “Basagnona” che aveva lo stesso banco ma più modesto, e in seguito, verso gli anni ‘60, lo cedette a Turibio Dall’Agata det”Turibi”, che con la “Lenina” accompagnata dal suo carrettino, affiancava Turibi nella vendita.
Sul lato sinistro invece, sempre guardando la porta a mare, amarcord…. che c’era il chiosco/edicola di Rossi, ( in seguito rilevato dalla famiglia Alessi), e subito a fianco Pasquale Giordani det “Pacaletti“. Al suo fianco Piraccini det “Ciucon” e Stella Ilda detta “Tuda”.
Amarcord….. che i banchi continuavano con quello dell’Adelina Stella e Mario Corsini genitori di Franco ora ristoratore di grido al “Nautilus“. Anche Franco è passato alla storia nella piazzetta, perchè faceva letteralmente impazzire, combinandogliene di tutti i colori, un altro simpatico personaggio Giuseppe Cinque det “Cinque”. Al loro fianco terminava la serie delle bancarelle della frutta quello della Stella detta la”Gnoza” e per finire il mitico banco della Venturi Zelide conosciuta più semplicemente come “Zelide” che riforniva i cervesi e i tanti turisti di dolciumi, luverie, garibaldini, liquerizia, brustoline, lupini, ecc…
Amarcord ……. che questi straordinari personaggi non erano i soli frequentatori della piazzetta, ma venivano affiancati da una nutrita rappresentanza di venditori ambulanti definiti “gli ortolani” che rifornivano il mercatino quasi esclusivamente con verdure dei loro orticelli e allora trovavi: Antonelli det “Duren“; Poni; Piazza det “Mingon” con sua moglie Rina; Merloni; “Lucia d’la Sora“; “Maria ad Grambialen“; Sirilli det “Sbrocameli”; Bondini det “Ughin“; Sansoni; e durante i mesi estivi, quando gli orti erano più generosi, arrivavano con i loro prodotti: Pavirani; Pasqualotti; Giorgini det ” e Grell”; Angeli i fruttivendoli della famiglia Sbrozzi; Bucarini det “Radicin“; Canon; Gioti; e i famosi cocomerai ” Fulvio”; “Bicir”; “Scatlet“.
Amarcord…. la quotidiana sfilata dei carrettini a tre ruote a pedali, o quelli ad una o due stanghe, trainati a mano, ricolmi di ogni varietà di verdure così fresche da farti svenire e l’operazione di stoccaggio dell’invenduto da parte di coloro che avevano il banco fisso che utilizzavano l’attuale pescheria come magazzino e deposito. Infine il ricordo si sofferma sui negozi che si affacciavano sulla Piazzetta che hanno fatto sicuramente epoca; la macelleria di Nerio Marzelli e della Zita, posizionata dove ora si trova la Pescheria “Muschin” (ceduta poi al simpaticissimo Bacchi) e la macelleria di Spinelli det “Arnistin”, dall’altra parte della piazza al quale subentrò poi la Lelli Lella con Sauro Fiammenghi.
Amarcord… il negozio di stoffe dei Brocchetta e la polleria di Sirilli det “Bascunzon“. Non mancava neppure la classica trattoria con alloggio chiamata “al Commercio” gestita dalla Peppina detta “Tugnina“, così come alcuni spensierati giovanotti Puntiroli, det “Brasula“; Lugaresi det “ Baston“; Ridolfi det “Scheccia“; i quali inventarono il modo di fare qualche soldo improvvisandosi posteggiatori di biciclette.
Credo che dovremo aspettare ancora molto tempo per ritrovare quella voglia di vivere, di ridere e scherzare che si respirava attraversando la magnifica “Piazzetta d’la frota”.
Mi auguro di avere stimolato in voi la voglia di recuperare quelle che io definisco “le indelebili testimonianze”, facciamo in modo che i giovani nsappiano che ci sono stati momenti peggiori di quelli che stiamo vivendo, ma allora stavamo bene assieme e a tenerci uniti e legati gli uni agli altri c’era il “RE” di mtutti i sentimenti “il Rispetto” che ora è venuto a mancare e difficile da trovare a tutti i livelli. Erano gli anni in cui nei bar e nelle piazze ci si trovava per organizzare manifestazioni che coinvolgessero la città intera quali “la Coppa città di Cervia (torneo di calcio fra i bar del comune) oppure la “Patacheda” (l’incontro dei frequentatori del Bar Neri con le famiglie di Cervia che culminava in una serata di convivialità aperta a tutti partecipanti e ai loro famigliari)