“La Dottoressa Isotta Gervasi”
Un amarcord………. di Giancarlo Zoli
Nella mia infanzia, che io possa ricordarmi con buona approssimazione, il primo medico che sia entrato in casa mia, è stata sicuramente la Dottoressa. Arrivava cavalcando la bicicletta con le sporte appese al manubrio, piene di formaggi, polli, cibarie, che accettava come compenso per le sue prestazioni nelle zone “ricche” del paese, per distribuirle più tardi nelle zone e alle famiglie meno fortunate. Visitava me e mio fratello, rapidamente perchè non aveva molto tempo per le malattie stupide dei più abbienti, qualche volta si fermava a mangiare, a tavola con la mia famiglia, si intratteneva con mio padre del quale era buona amica, e poi rapidamente, sempre di fretta, salutava e andava in un’altra famiglia dove forse c’era più bisogno di Lei.
Riporto qui un’articolo di Renato Lombardi, memoria storica di tanti eventi di Cervia, apparso recentemente su Riviera di Cervia.it.
“Ricorre nel 2009 il centoventesimo anniversario della nascita di Isotta Gervasi, un personaggio eclettico, straordianario, il cui ricordo è legato alla sua professione medica. Un personaggio mitico, per il quale è stato coniato il termine di “cervese del secolo”, in occasione delle manifestazioni rievocative del trecentesimo della fondazione di “Cervia Nuova”. E’ stata la prima donna “medico condotto” in Italia. Isotta Gervasi era nata a Castiglione di Ravenna il 21 Novembre 1889. Si era laureata in medicina nel 1917 e poi si specializzò in pediatria all’Università di Modena nel 1919. Esercitò la professione in vari paesi della Romagna, prima a Savarna, poi a San Zaccaria e a Cervia, riuscendo subito a conquistare la stima e l’affetto dei suoi pazienti, che curava senza chiedere compensi. Isotta doveva superare anche non poche diffidenze nell’esercizio della sua professione, diffidenze che derivavano dal suo essere donna, pure così generosa ed energica. Nei suoi spostamenti in una zona tanto vasta andava a piedi, in bicicletta, ma acquistò anche una motocicletta. Nel 1929 fu anche tra le prime a possedere e guidare un’auto. Isotta fu figura singolare, di grande cultura, non solo scientifica. Frequentò diversi salotti intellettuali e fu amica, tra gli altri, di Antonio Beltramelli, Aldo Spallicci, Marino Moretti, Alfredo Panzini e della cervese Lina Sacchetti. Nell’estate del 1919 incontrò alle Terme di Fratta, tra Bertinoro e Forlimpopoli, anche Grazia Deledda, della quale divenne medico curante nei suoi soggiorni cervesi. Il carattere eccezionale di Isotta suscitò l’ammirazione di Grazia Deledda, che la ritrasse in una novella intitolata “Agosto felice” del 1935, che descriveva un suo piacevole soggiorno a Cervia. Isotta, “la dottoressa”, era descritta come la fata Melusina, fata “davanti al letto del malato, sia un principe o un operaio, al quale oltre alle sue cure sapientissime regala generosamente bottiglie di vino antico e polli”. Quando andava nelle campagne a visitare e curare i suoi pazienti, il compenso che le veniva offerto era il più delle volte costituito da qualche frutto, una bottiglia di vino, della farina, o un pollo, che lei provvedeva a distribuire anche a quelle famiglie che ne avevano più bisogno. Per questo suo donare agli altri, Isotta Gervasi era considerata la “dottoressa dei poveri”. Sapeva essere “umile con gli umili e signorile con i signori”. Il suo ricordo rimane nei borghi contadini dell’entroterra romagnolo, tra i pescatori, i salinari, tra le famiglie impegnate nel nascente turismo di Cervia. Per il suo operato generoso ricevette diversi riconoscimenti. A Cervia le venne conferito nel 1963 il “Premio della Bontà“. Nel 1965 ottenne il “Premio Missione del Medico” della Fondazione Carlo Erba. Nel ricevere il premio parlò del suo essere medico ed osservò: ” Mi sento umiliata nel chiedere una parcella, non ho mai domandato a nessuno cinque lire. Con la vitaccia che ho fatto correndo al capezzale dei miei malati in tutte le ore, in tutte le stagioni, se dovessi ricominciare la mia vita farei ancora il medico“. Isotta Gervasi morì a Modena il 17 Giugno 1967. A lei sono state intitolate una strada e una Scuola Media di Cervia.”